I “Pentagon Papers” riassumevano la strategia segreta degli Stati Uniti in Vietnam. Il New York Times li pubblicò per la prima volta nel 1971, quando la guerra stava per finire. Il Washington Post, un quotidiano considerato periferico e un po' snobbato dai colleghi metropolitani, se ne occupò di nuovo
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venerdì 6 luglio 2018
Il Post, il sontuoso cinema di Spielberg cede all'impegno
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domenica 4 febbraio 2018
Minority report, una pellicola e una storia sontuose
Una volta, alla radio, sentii un critico cinematografico, o presunto tale, affermare "ogni volta che esce un film di Spielberg mi viene da vomitare". Credo fosse stato in occasione della prima di "Jurassic Park". Ammesso che sia possibile per qualcuno giudicare l'opera di altri con un'affermazione così lapidaria, ammesso anche che questo qualcuno sia il migliore, il più preparato e il più obbiettivo critico esistente, e che quindi già di per sé questo sprezzante giudizio non celi ben altre motivazioni, quali per esempio gusti personali o anche comune invidia, voglio prenderla lo stesso a esempio perché non ho mai compreso, né tantomeno condiviso, alcuna delle pesanti sottrazioni a quello che certo, oltretutto, è uno dei più grandi registi di tutti i tempi, e direi anche uno dei protagonisti assoluti nella storia della settima arte.
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mercoledì 20 gennaio 2016
Salvate il soldato Ryan, mia recensione
Appena apprezzato il Ponte delle Spie, preso da un attacco di Spielberg-mania, non ho potuto fare a meno di ripescare nella filmografia del Maestro e sono tornato a vedere "Salvate il Soldato Ryan" (grazie a Netflix). Nonostante ne avessi un ricordo nitido, ero proprio curioso di verificare cosa mi avrebbe trasmesso quindici anni dopo la seconda o la terza volta che lo vidi.
In realtà c'è anche un altro motivo, ma per il momento preferisco non rivelarlo.
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