Etichette

recensioni (55) selfpublishing (43) kindle (36) kobo (36) onwriting (34) indie (33) scrittura (32) thriller (31) selfpub (29) giallo (19) cinema (13) film (13) fantascienza (11) leggere (10) sciencefiction (10) scrivere (8) SecondaGuerraMondiale (6) shoah (6) romanzistorici (5) Fiction (4) Stephen King (4) amazon (4) ebrei (4) fatalflaw (4) fumetti (4) graphicnovel (4) autoeditoria (3) carabinieri (3) distopia (3) mistery (3) umorismoebraico (3) 22/11/1963 (2) 25aprile (2) 6/6/1944 (2) AmandaKnox (2) Camilleri (2) EXTRAVERGINEDAUTORE (2) Eichmann (2) IIGuerraMondiale (2) JohnGrisham (2) KDP (2) KenParker (2) Meredith (2) Montalbano (2) Resistenza (2) SELFPQ16 (2) Yara (2) autopubblicazione (2) ebraismo (2) genialità (2) giornatamemoria (2) mitvah (2) procedural (2) procedurale (2) recensire (2) review (2) teatro (2) witz (2) 007 (1) 11/22/1963 (1) 16/10/1943 (1) 1992LaSerie (1) 7/10/1973 (1) AldoMoro (1) AndrewGarfield (1) ApolloCreed (1) AttimoFuggente (1) BarrieraInvisibile (1) Bauer (1) Ben Hur (1) Bossetti (1) BostonGlobe (1) Bouchercon (1) BrigateRosse (1) CaptainFantastic (1) CaseyAffleck (1) Charlton Heston (1) ClaudioSantamaria (1) Corruzione (1) Dallas (1) DelittoMoro (1) EichmannShow (1) EmmaStone (1) Episodio VII (1) Erba (1) Fabiola Gravina (1) ForzaItalia (1) GabrieleMainetti (1) GeneKelly (1) George Gershwin (1) George Lucas (1) GrayMountain (1) HacksawRidge (1) Harendt (1) HermannMelville (1) IleniaPastorelli (1) InTheHeartofTheSea (1) Inchieste (1) Isola Misteriosa (1) James Bond (1) JeegRobot (1) John Kennedy (1) JohnWick (1) JuliaRoberts (1) Julio Verne (1) KennethLonergan (1) King Kong (1) Kong (1) La Scelta (1) LaLaLand (1) LaZonaMorta (1) Le Carré (1) Lee Harvey Oswald (1) LegaNord (1) Lew Wallace (1) LucaMarinelli (1) ManchesterByTheSea (1) MelGibson (1) MobyDick (1) Moni Ovadia (1) Mossad (1) MostrodiFirenze (1) Musical (1) NathanielPhilbrick (1) Nazismo (1) NicolaGuaglianone (1) Normandia (1) Olindo (1) Oscar (1) PUBBLICARE (1) Pacciani (1) PaoloCucchiarelli (1) Philip K. Dick (1) PieroTony (1) PontealleGrazie (1) RICCARDOBRUNI (1) RaffaeleSollecito (1) RockyBalboa (1) RonHoward (1) Rosa (1) RyanGosling (1) SarahScazzi (1) Sbarco (1) Skull Island (1) SkyTv (1) Soldato Ryan (1) Sollecito (1) Spielberg (1) Stallone (1) StarWars (1) Steven Spielberg (1) Tangentopoli (1) TheReader (1) TimBurton (1) USA (1) Unione Sovietica (1) ViggoMortensen (1) VincentMinnelli (1) aereo spia U2 (1) antisemitismo (1) attentato (1) balenabianca (1) banshee (1) betareading (1) blogger (1) capolavori (1) corsari (1) crichton (1) divisionecarriere (1) editoria (1) elena loewenthal (1) fiera del libro (1) formazione (1) guerra fredda (1) hachette (1) hollywood (1) indipendenza (1) israele (1) legalthriller (1) libri (1) lisbethsalander (1) maccartismo (1) millennium (1) musica americana (1) neilsimon (1) palestina (1) pirati (1) piùlibripiùliberi (1) processo (1) retro (1) romanzi (1) romanzo (1) sarah glidden (1) skyatlantic (1) smashwords (1) spionaggio (1) spotlight (1) sterminio (1) storia (1) supereroi (1) vescovi (1) yiddish (1)

mercoledì 18 settembre 2013

Nuova recensione!

Per quanto non faccia piacere, accetto il giudizio di questo lettore per un semplice motivo: contrariamente ai fake che circolano in rete con le loro motivazioni freudiane, Ele ha letto i racconti e ha motivato il suo giudizio in maniera stringata ma comunicativa; soprattutto, si capisce che li ha letti veramente.

2.0 su 5 stelle Monotono e poco avvincente17 settembre 2013
Acquisto verificato Amazon (Cos'è?)
Questa recensione è su: C'e' sempre un motivo, Maresciallo Maggio! (Formato Kindle)
Le storie in sé non sono male e nemmeno il personaggio. Solo è privo di vivacità. Poca suspance e narrazione lenta. Alla fine non posso dire che mi sia del tutto dispiaciuto ma sicuramente non mi ha dato lo stimolo a proseguire con altri libri la saga del Maresciallo Maggio.
Aiuta altri clienti a trovare le recensioni più utili 
Questa recensione ti è stata utile?  No

Grazie sconosciuto Ele per la tua sincerità, ne terrò sicuramente conto.

3 commenti:

Francesco Zampa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Francesco Zampa ha detto...

Isabel Giustiniani Ciao Francesco, mi incuriosisce molto la questione di questa tua recensione. L'ho letta e l'ho trovata in tutto e per tutto simile a molte altre per le quali gli autori scagliano fulmini e saette gridando inorriditi al "fake". La recensione innanzitutto è di sole tre righe (forse addirittura due su Amazon), cosa a quel che ho visto sufficiente per essere liquidata come un fake. L'ho trovata nel giudizio estremamente generica (da quale particolare deduci che i racconti siano stati letti?) e infine esprime praticamente solo giudizi personali. Premettendo che secondo me è sacrosanto il diritto di esprimere giudizi personali sui libri letti ( i commenti sotto servono a quello e non a fare disanime del testo secondo i canoni dei recensori letterari), davvero mi stupisce questo tuo atteggiamento equilibrato nei confronti di qualcosa che è il prototipo esatto di quanto vanno odiando e combattendo tutti i tuoi colleghi. Onore al merito per accettare anche un giudizio non proprio positivo e per averlo addirittura riportato sul tuo blog (non per coprirlo di insulti of course). Applauso allo Scrittore. (Isabel Giustiniani da FB)

Francesco Zampa ha detto...

Francesco Zampa Grazie Isabel, troppo buona. Effettivamente penso quello che ho scritto. In passato ne ho trovate due sicuramente fake, ecco perché credo di averle sapute distinguere. la prima è ancora lì, nonostante le mie proteste, e potrebbe anche non esserlo, in fondo. La seconda è stata tolta quasi subito, probabilmente dall'autore (che sospetto possa anche essere uno del gruppo). La differenza è che in quella pubblicata sul blog (le altre non le ho messe) l'autore mi ha fatto veramente capire cosa pensava dopo aver letto i racconti. È possibile che a qualcuno non piacciano, ci mancherebbe, anche se ciò può generare frustrazione e dispiacere. Ma se è un'opinione sincera non può che essere utile, facendomi considerare cose delle quali non mi sarei accorto. Un altro collega, qui, mi ha rivolto (privatamente) un giudizio lapidario, al limite dello sprezzante: ma non li aveva letti per sua stessa dichiarazione, fermandosi alle prime righe, e questo è troppo anche se venisse da John Grisham. Ma qualcosa di utile ho capito pure da lui, proprio perché, condivisibile o no, esagerato o no, la sua opinione era genuina, non proveniva da invidia, astio o altri motivi freudiani: quindi era comunque valida, per me. E, in fondo a tutto, oltre alla libertà sovrana di chi legge, c'è anche una libertà altrettanto sovrana di chi scrive: quella libertà per la quale a un certo punto della nostra vita abbiamo deciso di avere qualcosa da dire in più, o diversamente, dagli altri, per cui nessuno può veramente dirci quanto (non) valga il nostro lavoro. Potrei farne di esempi, ma in una congrega di scrittori non ce n'è sicuramente bisogno!