Comunque Colpevole


Vittoria Reale è bella, anzi, è bellissima. E sexy, molto sexy. Non c’è un uomo che non cada succube delle sue grazie. A nessuno interessa il suo carattere difficile né tantomeno i suoi costosissimi vizi. Tutti sognano di averla almeno per una notte.
E lo è anche ora che giace a terra priva di vita e in un lago di sangue, piena di lividi e con la gola squarciata. Il suo nuovo compagno per primo, il suo ex-marito in manette accanto a lei, e uno stuolo di ammiratori più o meno segreti, nessuno sopporta il vuoto incolmabile lasciato.


È un caso apparentemente semplice per il maresciallo Maggio, appena calato nella rassicurante routine del suo nuovo incarico; anzi, è già risolto. Però, due ufficiali del reparto Antimafia di Bologna piombano la notte stessa del femminicidio, così già dicono ora i giornali, per controllare che tutto sia fatto per bene, perché il comandante, il generale Cantamessa, non vuole fare brutte figure.
Ma non siamo più capaci noi? Pensano impotenti a Rimini, mentre Maggio stesso è allontanato dall’indagine con un maldestro espediente. E allora, lui ci vuole vedere chiaro più di tutti, e quando la procuratrice Senzaterra lo vuole accanto a sé, inizia a scavare a dispetto di ogni ostacolo, fino a scoprire molte realtà inconfessabili.

Una storia tutta al femminile quella del nuovo episodio, il settimo, dei Racconti della Riviera, a partire dalla sorprendente Vittoria, la vittima, alla risoluta procuratrice Senzaterra e alla sua collega-rivale Stante, all'enigmatica Clara, per tacere dell'onnipresente compagna Sandra e della intuitiva psicoterapeuta Cristina. Il maresciallo Maggio si trova compreso in un universo femminile in cui gli uomini, anche gli assassini, sembra siano guidati dalle donne, e riescano a sfuggire a questa imposizione solo con la violenza anche se lui, naturalmente, non è affatto d'accordo.

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