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mercoledì 17 aprile 2013

Accusa e difesa


Un amico mi ha rivolto alcune critiche riguardo la raccolta "C'è sempre un motivo". Siccome è stato riservato nel farlo, riservo il suo post intero e lui deciderà come e se pubblicarlo.

Riassumendo, ha ritenuto qualitativamente imperfetto il I Episodio, "Il Telefono Galeotto", tanto da non andare avanti. Ecco cosa ho risposto nel dettaglio:


Accetto le critiche, ci mancherebbe. Qualcuno non ha apprezzato le inflessioni dialettali, altri sì. C'è qualche precisazione: "C'è Sempre un Motivo" è una raccolta di tre racconti scritti in tre periodi di maturazione differente, tant'è che l'ultimo dei tre è stato pubblicato sul "Giallo Mondadori". "Il telefono galeotto" contiene molte imperfezioni, ne sono consapevole, ma ha il pregio di aver dato i natali a Maggio. Nel ripubblicarli l'ho volutamente lasciato com'era, ripensando a ciò che provavo nel rileggere il numero 1 di Tex, molto più artigianale nella realizzazione rispetto a quelli con i quali avevo imparato a conoscerlo, diciamo dal 100 in poi.
Forse vale la pena di leggere gli altri due e poi il "Doppio Omicidio" (che doveva essere il IV episodio) per apprezzarne l'evoluzione.
Lo stile è grezzo, era l'esordio; posso dire che anch'io leggo in continuazione periodi che scriverei diversamente. Il tono "fermo e calmo" non è molto consueto nella caserme, chi non le frequenta non può saperlo. Volevo presentare subito un personaggio vero, cioè che è contento che sia arrivata l'ora di andare, ma paziente, riflessivo, coscienzioso: infatti aspetta, perché sa che le chiamate urgenti arrivano sempre... al momento sbagliato.
Di una cosa sono orgoglioso: il personaggio non è di maniera né elegìaco come altre produzioni ben più famose. Non volevo fare propaganda, anzi. Qualcuno, tra i miei lettori, se n'è accorto e sono felice di essere riuscito a comunicarlo oltretutto distaccandomi da motivazioni personali.

Seguono saluti e cordialità.

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