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venerdì 24 giugno 2016

22/11/1963, se Kennedy non fosse morto

Fantastica idea quella di immaginare il mondo senza l'omicidio di John Kennedy. Forse non tutti sanno che
è l'argomento più dibattuto per numeri di libri e film, per tacere di trasmissioni e dibattiti pubblici.
Detto questo, non mi stupisce che sia stato proprio il Re a pensarla.
L'insegnante di periferia Jake Epping, è stato appena lasciato dalla moglie e ha preso l'abitudine di pranzare nella tavola calda di Al Templeton, dove servono hamburger saporitissimi. Un giorno, Al si assenta per un paio di minuti nel retrobottega e, quando rientra, è visibilmente scosso e ha un brutto aspetto rispetto solo a poco prima. Al confessa a Jake di essersi appena malato di cancro. Jake appare frastornato e allora Al gli rivela di custodire un varco temporale proprio nella dispensa, attraverso il quale si arriva alle 11:58 del 9 settembre 1958 e, per quanto si rimanga nel passato, una volta tornati, saranno trascorsi solo due minuti.
Vari corollari alla lapidaria formulazione della Legge del Tempo aumenteranno lo stupore di Jake: per esempio, ogni viaggio successivo al primo azzera gli effetti dei precedenti, e il tempo è recalcitrante a far cambiare il suo corso.
La serie TV tratta dal libro merita il plauso per l'ambientazione e l'ottima scelta degli interpreti. L'atmosfera degli anni '60 è resa molto bene e le scene dell'attentato più famoso dell'umanità sono riprodotte con rigore storico e scenografico.
Una bella trama, un pochino adattata alle esigenze televisive come spesso succede, nella quale il finale è appena al disotto delle aspettative non tanto perché non sia ottimo ma solo perché tutta la trama tiene molto alta l'attenzione.
In realtà l'interesse mascherato del lettore, e dello spettatore, non è solo di sapere una verità che, ormai, non potrà mai essere del tutto convincente, ma è soprattutto il desiderio mai sopito che quella bellissima alba di speranza non fosse stata interrotta da un folle.
E, personalmente, sono quasi persuaso che Lee Harvey Oswald abbia agito da solo, perché solo un folle poteva concepire un piano folle e metterlo in atto in maniera follemente lucida, riuscendoci, contro un apparato tanto gigantesco quanto inutile e fallace difronte al destino che ancora si liscia i baffi compiaciuto nel constatare come sia stato facile cambiare la storia dell'umanità, grazie a un fucile da 10 $ e tre proiettili tragicamente magici come le scope nell'antro dello stregone.
Forse non tutti sanno che John Kennedy non poté gettarsi in avanti dopo il primo colpo e ripararsi dai due successivi per via della rigidità del busto che indossava per via di un grave infortunio giovanile durante una partita di football. Il padre Joseph non considerava altro che il primo posto e, in termini più universali, credo che questo insaziabile arrivismo inculcatogli sia stato almeno altrettanto responsabile.
Quasi persuaso, ho detto, perché...

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