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lunedì 22 maggio 2017

La lunga strada verso il Lingotto


Le suggestive volùte razionaliste del Lingotto

L'austero ingresso della Fiera
Come un autore anela alla pubblicazione, così l'editore alla fiera letteraria. Questo, in estrema sintesi, il doppio motivo che mi ha portato a Torino, alla manifestazione Regina dell'editoria italiana. Una cosa che in realtà teorizzavo da tempo, frenato non tanto da particolari pratici o burocratici ma dalla non ancora maturata consapevolezza del diritto o meno di stare là tra tanti grandissimi autori e altrettanto grandi case editrici. L'invito rivoltomi da altri colleghi è arrivato pertanto
con una puntualità fatale: ci siamo presentati, ci hanno affittato lo stand, quindi potevamo essere lì anche noi. Andate a vendere la vostra verdura dove tutti vendono verdura, recita un detto. Ho assemblato un paio di locandine, dei segnalibri, un campionario dei miei libri, ho caricato tutto sull'auto da tempo istituzionalizzata dai colori della Zipporo Direct Publishing, e la spedizione era pronta! Poteva sembrarmi poco ma, visto dall'esterno, mi hanno confermato che non lo è. Si sa che l'impresa, in economia, inizia quando l'idea è concepita.
Ci siamo!
Tre giorni intensissimi in cui ho visti migliaia di facce passare davanti al proto-stand dell'autoeditoria Oceani di Carta, mirabilmente pensato (e realizzato) da due degli autori più lanciati, Luca Rossi e Rhoma G.
Tra le due stelle dello stand e dell'autoeditoria, Luca Rossi a Rhoma G.
Non è solo un bel sogno realizzato, ma un'esperienza molto concreta dalla quale trarre insegnamenti ancora più importanti. Vediamo quali sono stati. Arrivavo dall'ultima collaborazione con Tau Editrice e dal recente abbinamento al Corriere dell'Umbria e avevo desiderio di crescere ancora nell'esperienza editoriale. Il mio obbiettivo principale, quindi, non era tanto quello di vendere libri, anche se può sembrare un paradosso. Volevo esserci, prendere contatti, guardarmi intorno e imparare, studiare le condizioni ideali, presentare il mio lavoro a chi fosse stato interessato e sì, infine, vendere anche qualche copia non sarebbe stato male.

Stefania, assistente appassionata, e la magnifica Gioa de Bonis 
È arrivato qualcosa di tutto questo? Sì, prima di tutto dai colleghi dello stand, dai quali ho appreso un contatto diretto con il pubblico e tecniche di vendita che non immaginavo. Cito Luca e Rhoma su tutti perché hanno veramente fatto di una passione una professione, e non erano lì a mutuare sogni ma a svolgere la loro attività principale: vendere libri, come qualsiasi altro editore presente. Poi ho ammirato l'impaginazione perfetta dei volumi di Lucia Cantoni, un esempio del quale terrò certo conto; e ho trovato una sponda molto importante in Desirèe Pedrinelli, blogger specializzata in autori indipendenti, competente, cortesissima e disponibile più di quanto abbia riscontrato finora.
I formidabili ragazzi dell'Università di Torino, gentile e geniale futura classe dirigente
Tra le altre cose, c'è stato spazio anche per andare a sentire il collega Riccardo Bruni, bravissimo autore di thriller, ospite nello stand della Regione Toscana, che dice sempre cose belle e interessanti sullo scrivere, sul suo scrivere e sulla sua esperienza di editoria ibrida.


Che dire degli incontri ai quali ho estemporaneamente assistito? Fantastici. Accanto a quelli più attraenti, ogni giorno c'erano decine di eventi interessantissimi, e non solo presentazioni ma dibattiti, interviste e provocazioni sugli argomenti più vari. Tra questi, voglio citare i ragazzi dell'Università di Torino che, nel loro spazio Open Science di fronte al nostro stand, si sono adoperati a ospitare chiunque volesse nelle loro inziative scientifiche e sociologiche, sciamando come un corpo solo all'inizio e alla fine per riassettare e ripartire.
La graziosa e cortesissima sindaca Chiara Appendino ha fatto riparare il nostro stand in dieci minuti
Graditissima la visita della sindaca di Torino Chiara Appendino alla fine della prima giornata:  si è fermata, ci ha parlato, ci ha salutati graziosa, gentile e disponibile come ho visto poche altre volte, tanto da far risolvere in pochi minuti un problema alla parete dello stand che permaneva dalla mattina.
Dulcis in fundo, sono anche riuscito a spiegare le mie storie a qualche lettore interessato, come piace a me, e a vendere anche qualche copia: una cosa che non dispiace di certo. Essere scelto tra (credo) migliaia e migliaia di titoli presenti in una proporzione di forze che stimo in 1:1.000.000 all'incirca, e forse sono ottimista, è un corroborante fenomenale per ogni futura iniziativa.




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