venerdì 30 marzo 2018

I flagellanti di Caffa


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Ospito volentieri nel mio blog il racconto di mio Davide, non perché è mio figlio ma perché è davvero una bella storia. Il finale, poi...


CRONACHE DI UN MEDICO


17 Novembre 1347
Sono appena tornato da Caffa, dove ho ottenuto un importante libro di Galeno (sto parlando di Procedimenti Anatomici) che, secondo alcune mie fonti, girava lì da qualche tempo. La descrizione che fa del funzionamento dei nostri organi, alimentati dai tre diversi tipi di spirito, è molto interessante, così come le prove che porta a suo sostegno: parlo della vivisezione di animali, anche in pubblico.
"Vedere per credere", qualcuno direbbe. Sia come medico che come persona, ho sempre avuto l’abitudine di riportare i fatti per poter confermare o negare ciò che gli antichi ci hanno lasciato riguardo le malattie e la loro natura. Ho sempre ritenuto che per indagare il corpo umano non ci sia bisogno di dissacrarlo esponendo all’aria i vari organi, come ritengono necessario, invece, altri medici. D'altronde ogni malattia presenta sintomi che possiamo vedere e toccare senza bisogno di adoperare pistorienses (quegli affilati coltelli di ossidiana) ed è su quelli che possiamo basarci per sconfiggere ogni male. Tuttavia, ciò che ho visto a Caffa mi ha non poco scosso: gente per strada piena di bubboni e con grandi macchie rosse sangue su tutto il corpo tumefatto, che giaceva quasi morta nel proprio vomito pregando per una fine rapida, ma senza la forza di congiungere le mani. Ho interrogato alcuni medici del posto. Alcuni mi hanno detto che probabilmente è una di quelle malattie portate dai venti del Sud. Altri hanno ricondotto le cause a un particolare allineamento dei pianeti che, in effetti, avevo notato anch’io. Si trovavano anche quei sobillatori urlare  che stava succedendo la giusta punizione divina per quei peccatori dall'anima sozza, e chiedere un piccolo dono in danaro a ognuno alla fine della scena. Non so come la gente possa credere a tutte quelle grida e come non si renda conto che la fede non deve essere paura di una punizione, ma speranza verso qualcosa che è ben al di là delle capacità di un qualsiasi uomo. Comunque sia,  non credo affatto ci sia motivo di temere qualcosa qui a Strasburgo. Quei venti meridionali difficilmente incontrano le nostre mura, così potrò continuare in tranquillità i miei studi sui quattro umori del corpo.
4 Ottobre 1348
Ho da poco terminato di studiare anche le più moderne nozioni di astrologia, cosicché posso davvero farmi chiamare “medico”! Ultimamente stanno succedendo strane cose: dai miei scambi epistolari con alcuni amici di Basilea, ho saputo che molte persone di quella zona e dell’intero Mediterraneo si stanno ammalando (e morendo) di una grave malattia che, a quanto ho capito, presenta quelle stesse caratteristiche che avevo registrato a Caffa quasi undici mesi fa. La cosa è strana e mi ha incuriosito: da un mese di interrogo le stelle, ma non sono riuscito a vedere nulla di diverso dal normale corso del cielo. Molti dicono che sta succedendo nel Mediterraneo un particolarissimo allineamento dei pianeti, che si verifica una volta ogni molti secoli. Io ho sempre studiato molto e mi ritengo un ottimo medico, solo che questo morbo sembra senza spiegazione, come se fosse comparso dal nulla, come una punizione divina... Devo continuare a cercare. Nel frattempo l'aria si fa tesa, mi dicono. La gente è spaventata e quando è così, brutte cose accadono: le case iniziano a puzzare più delle strade e girare da soli può essere un problema se hai qualche anello o vestito di troppo indosso. Molti si rifugiano in campagna.
20 Febbraio 1349
Sono forse sulla buona strada. Ho ritrovato alcuni scritti risalenti alla peste sotto l'imperatore romano Marco Aurelio. Stanno succedendo di nuovo le stesse cose di allora: la malattia, caratterizzata da enormi bolle su tutto il corpo, emorragie e altri sintomi, si sta diffondendo tra gli uomini. Muoiono uno dopo l’altro. Stiamo ricadendo in uno stato selvaggio in cui fratelli uccidono fratelli, mogli soffocano i mariti nel sonno e madri abbandonano figli. Non ci si può fidare di nessuno. Ogni giorno potrebbe essere l'ultimo. La paura della morte impera nelle grandi città e si diffonde veloce anche nei più piccoli centri. Le autorità civili ed ecclesiastiche sono inermi di fronte ad un tale eccidio, compiuto da una forza che non comprendiamo e non possiamo affrontare in alcun modo. L’odio dilaga. Vogliono un colpevole Nei giorni scorsi, si è verificato un massacro come non ne avevo mai visti: centinaia e centinaia di ebrei sono stati presi nelle loro case, mentre i padri amministravano le loro faccende, le madri cullavano i figli ed i bambini studiavano o giocavano, e fatti a pezzi o bruciati vivi nella piazza. Sento ancora le loro urla strazianti che si spengono a poco a poco, sullo sfondo di un boato di voci che banchettava sulla loro morte e ne godeva, credendo in tutto questo di fermare "coloro che spandevano il morbo e avvelenavano i pozzi". Le case sono state spogliate di ogni cosa che avesse un qualsiasi valore, e non credo che quei beni saranno in qualche modo utilizzati per dar rifugio a malati o poveri. Le grida sono continuate per giorni interi, persino di notte. Nessuno si è mosso per cercare di fermare quell'eccidio, nessun soldato, nessun politico, nessun prete. Tutti fermi a guardare, spaventati e rincuorati dal fatto che non era ancora il loro turno. Può l’uomo davvero ridursi ad un tale stato?
27 Agosto 1349
I massacri continuano in tutto il continente La malattia non accenna a placare la propria sete di sangue, ha raggiunto ogni casa, ogni strada, ogni posto abitato da persone. Si contano migliaia di morti ovunque. Noi medici non siamo in grado di fare nulla se non prescrivere una confessione a chi è malato Ma come può la gente affidarsi a un Dio che dovrebbe essere buono e, invece, permette tutto ciò? A questo dubbio credono di aver risposto i flagellanti. Credono che questo evento di dimensioni bibliche sia legato alla natura peccaminosa dell'uomo ed sia arrivato il momento di scontarla. Passano per le strade, frustandosi la schiena fino ad arrivare al candore delle costole e della spina dorsale. Eppure la gente li segue, gli crede: vogliono dare non una soluzione ma una speranza, uno scopo a tutto questo male e a tutta questa morte, come se ciò rendesse tutto non più facile, ma accettabile, consci del fatto che ogni giorno di sofferenza non è stato futile né un momento di gioco di Dio o della Natura.
4 Gennaio 1350
Oggi è morto mio fratello, dopo quattro giorni di terribile agonia fatta di febbre alta, vomito, delirio, sensibilità alla luce, grosse chiazze viola in tutto il corpo e, ovviamente, bubboni. Grosse bolle che sono diventate l’emblema di questa malattia Chi le ha si nasconde e chi non le ha, le teme e si rifugia in casa nella speranza di sopravvivere un altro giorno. Ho tentato di guarirne qualcuno secondo quanto è scritto nel “Reginem Sanitatis Salernitanum”, ma è stato inutile. Non è stato debole, altri medici hanno fallito con molti ammalati. Ha sofferto come tanti e come loro è morto. Non so cosa fare. Ho sempre più paura, la gente sa che sono un medico e che non so trovare una soluzione. Prima sparlava e basta, ma ora ho la sensazione che potrebbe sfociare nella violenza. Nelle strade mi evitano. Di notte sconosciuti girano intorno a casa mia e tirano oggetti.
Forse i flagellanti hanno ragione, questa è una punizione divina. Non lo so. Non so più nulla, solo che ho paura.
30 Ottobre 1350
Ho dovuto lasciare Strasburgo perché hanno attentato alla mia vita e sono vivo soltanto grazie all’azione di alcuni amici. Sono stato avvisato appena in tempo e ho visto il luogo della mia infanzia bruciare da lontano.
Sono morti anche i miei genitori per la malattia. Mia sorella maggiore è stata infettata. Se davvero tutto fosse dovuto all'anima peccaminosa, perché io non ho nulla? Non si può certo dire che abbia seguito la retta via, specie nei confronti dei miei genitori. La spiegazione deve essere un'altra.
Ho realizzato che Ippocrate e Galeno non ci aiuteranno, né la medicina tradizionale. Devo trovare un altro modo. Ho saputo che papa Clemente ha consentito la dissezione dei cadaveri. Sono sempre stato contrario a questa pratica perché l’ho ritenuta sacrilega e inutile verso la creazione di Dio ma, di questi tempi, la definizione di "inutile" si è allargata.
11 Aprile 1351
Da qualsiasi parte io riceva lettere si riscontra il morbo. Ovunque, tranne che a Cracovia. Per qualche strano motivo, la regione di tale città è stata risparmiata. Avevo intenzione di andarci sebbene i confini, come le strade, siano sorvegliati., La maggior parte delle città è quasi del tutto isolata.  Solo ciò che è stato ritenuto sicuro dai soldati e dai medici alla frontiera, può uscire o entrare, quindi poco. Ho sentito anche dire che non seppelliscono più i morti, ma li bruciano tutti, dal più ricco al più povero. Cosa si può pretendere, d’altronde? È facile, per chi è malato, affermare che occorre essere solidali e caritatevoli con i più bisognosi, ma cosa fare quando uno è sano? Non credo si possa rimproverare chi sceglie di fuggire o proteggersi di fronte alla morte, né tantomeno si può accusare di non essere rispettoso dei morti. Chi ha visto una vittima della peste non direbbe una cosa del genere. Siamo nel periodo pasquale e i flagellanti si sentono particolarmente chiamati dal Signore. Fanno immense processioni lungo le vie delle città per cui mi trovo spesso tra le loro fustigazioni personali e i cori. Il fanatismo, però, con tutte le sue metafore e le mille interpretazioni, continua ad attirare coloro che hanno bisogno di credere e di affidarsi a qualcosa. Non sono mai stato un fervente cristiano, ma dubito che il messaggio dei Vangeli fosse questo.
3 Dicembre 1351
La gente si sta abituando alla morte. Nessuno si stupisce più delle fosse comuni, delle pile di cadaveri fuori dalle mura e della loro puzza. Si sente a chilometri e chilometri di distanza. I fiumi sono pieni di resti umani in decomposizione. È terribile vedere gente senza speranza o piena di odio e rabbia, che non ripone più fiducia nel futuro. Ho continuato a studiare, a provare e ho iniziato a dissezionare cadaveri. Mi sono accorto che i bubboni sono molto simili alle ferite non cauterizzate dei soldati dopo una battaglia. Potrebbe allora essere possibile guarire tagliando e cauterizzando queste bolle? Le cause della malattia mi sfuggono, ma ho capito che non dipende dal cielo né da venti o cose simili. La diffusione non è neanche dovuta all’uomo, però, o almeno non direttamente, in quanto la malattia riesce ad “uscire” anche da navi in quarantena fuori dei porti. Deve esserci un altro vettore, come le merci o gli animali a bordo, o i materiali vecchi. Ho potuto constatare che colpisce più i poveri. Non credo che la Natura si basi sul patrimonio di ognuno per decidere chi colpire e chi no. Cos’è che distingue un povero da un ricco? I beni materiali. È possibile quindi che mangiare meglio e proteggersi di più dal freddo aiuti a scongiurare l’infezione? Non ne sono comunque convinto. Alla fine, tutti muoiono tra mille agonie.
Posso uscire solo di notte per reperire i cadaveri da studiare. Devo stare attento a non farmi vedere perché a nessuno piacciono i forestieri. Mangio meno, mi sento più debole: Mi manca la luce del Sole: per quanto non ci siano grandi spettacoli fuori, la luce di un nuovo giorno è sempre qualcosa che mi rincuora e mi invoglia a resistere su questa terra un altro giorno con la speranza che le cose possano migliorare, anche se poi effettivamente non lo fanno.
2 Marzo 1352
Nonostante continuino a morire in molti, ci sono sempre più sopravvissuti alla malattia e alcune città si sono purificate. I flagellanti gridano al successo delle loro punizioni corporali e della pulizia delle anime. Penso che alcuni corpi abbiano qualcosa che li distingue e fortifica. Potrebbe anche essere fortuna o Dio, sebbene dubiti di entrambi. L’unica cosa che mi sembra funzionare  è la cauterizzazione, soprattutto dopo aver saputo che un medico infetto è riuscito a salvarsi in questo modo.
Ah! Dimenticavo quasi di annotare un’ultima cosa: mi è cresciuto un bubbone sulla coscia destra.

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