giovedì 5 luglio 2018

Ballando nel buio di Roberto Costantini, mia recensione

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Michele Balistreri è costretto ad abbandonare i miti della gioventù e della lotta armata quando Almirante scioglie Ordine Nuovo. Le sue certezze svaniscono e i suoi amici di lotta anche, prendendo ognuno la strada che la vita, la convenienza e le inclinazioni personali, gli suggeriranno. Solo lui, rimasto uguale a se stesso, dovrà fare i conti con il passato che,
contrariamente agli altri, non ha mai accettato di dover superare.

Un personaggio autentico e controverso quanto lo siamo tutti, quello del commissario Michele Balistreri, che sfugge alle convenzioni del genere e assomiglia molto a tanti suoi colleghi stranieri: maledetto, irrisolto e soprattutto con un passato-presente di estrema destra questo sì assente, se non in accezione completamente negativa, nella stragrande maggiroanza della letteratura nostrana.

Solo questo è un merito che basta da solo a giustificare la lettura: affrontare argomenti scottanti come questa appartenenza politica senza pregiudizi veri o falsi, dichiarando ammissibile che queste convinzioni siano esistite, siano state condivise e abbiano influenzato molte persone non necessariamente ispirate da malvagità o negatività. Un popolo di illusi, poi delusi, che avevano la loro da dire e si ribellavano alla cultura imperante che li relegava a margine.

Ne risulta un personaggio dominante sulla trama, e lo sarebbe con qualsiasi variazione, ma che comunque è di assoluto valore con le riletture degli incroci storici, politici e anche sportivi.
Cinque stelle, meno non è possibile.


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