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domenica 28 luglio 2013

Come applicare il principio dello "scrivi ciò che conosci" alla fantascienza - Anakina.Blog

Ho più confidenza qui che da Kipple, ci sono stato solo una volta, pochi minuti fa. È un argomento vecchio che mi solletica fin da quando, ragazzino, andavo a vedere l'ultimo Bond o la riedizione di "2001: Odissea nello Spazio".

venerdì 26 luglio 2013

Anakina.blog: Character is everything, di Teresa Snyder!

È in inglese, lo so, ma è veramente mooooooolto interessante. Come dico ai miei figli quando non vogliono finire la carne: fate un piccolo sforzo!

giovedì 25 luglio 2013

Domande in cerca d'autore, seconda puntata: rendere unica la tua storia.


Con questo post proseguo volentieri l’iniziativa lanciata dalla volenterosa Rita Carla Francesca Monticelli, autrice poliedrica e instancabile, almeno qui sulla Terra.
Ciascuno degli autori indipendenti partecipanti ha posto una domanda agli altri colleghi e riporterà le loro risposte nel suo blog.
In questo modo voi lettori avrete la possibilità di conoscere alcuni aspetti inconsueti dei loro libri e magari trovare tra questi la vostra prossima lettura.
Siete curiosi? Buona lettura!
Oggi tocca a me, e ho deciso di chiedere ai miei colleghi

venerdì 12 luglio 2013

L'Uomo d'Acciaio, recensione

Che Superman fosse ebreo era risaputo. Da un altro pianeta, più bello, più forte, più giusto, più buono, più tutto di tutti. Un aiuto a chiunque. Un liberatore, tratti messianici evidentissimi. E poi Joe Shuster era un fuoriuscito ebreo tedesco, ne sapeva di persecuzioni e riscatti.
Con la pellicola di ieri si è andati oltre: il caro Kal-El, al secolo Clark, ha gettato la maschera diventando un vero e proprio Salvatore. Si rivela al mondo a trentatré anni, disconosce suo padre terrestre (il mite Kevin Costner) per quello vero, quello alieno cioé: il guerriero Russel Crowe. E affronta l'antagonista più temibile, un deviato della sua stessa razza: Shai-Tan, l'Avversario per eccellenza.
Il finale è apocalittico, in confronto l'11 settembre è un pic-nic, e fa quasi sorridere che, dopo tanta distruzione, l'Uomo d'Acciaio si adoperi per salvare una famiglia sotto minaccia diretta del nemico, neanche fosse un rapinatore qualsiasi.
Chi salva una vita salva il mondo intero, e finisce così, con la City di Metropolis rasa al suolo (pare) senza vittime, se non il disgraziato villain, con il collo tirato come una gallina.
Se fosse un thriller sarebbe insufficiente, ma è un film d'azione anche se cerca di scavare nei turbamenti giovanili di Clark, e per questo merita oltre la sufficienza: 7.

vai al trailer

Le mie risposte per Martina!

Ciao Martina, e buon lavoro! Potrei limitarmi a sottoscrivere il post di Carla, ma potrei passare per più pigro di quel che sono. Allora faccio qualche precisazione: andando oltre l'innato istinto di auto-considerazione di ogni autore, istinto per il quale tende a considerare pressoché massima la propria opera e incompetente chi non la comprende, bisogna dire che è difficilissimo essere presi in considerazione da un editore tradizionale. Non hanno tempo, hanno troppe opere di emergenti (Sellerio ne riceve circa tre al giorno, e risponde a tutti), non possono dedicare il tempo che dovrebbero a trovare chi lo meriterebbe. Cinque, dieci minuti a testa, l'incipit, o due capitoli a caso, o solo il finale, e a chi va va. Vogliamo poi andare a vedere chi e come fa questo lavoro? Non è semplice, non li invidio. L'ho scritto da poco in un post nel mio blog: il self-publishing è una specie di Terra Promessa, una Rivoluzione Copernicana, democratica e liberatoria. Ora sì che questi sconosciuti talenti possono far vedere quello che valgono: in 24 ore la loro opera diventa pubblica (con Amazon) in 107 paesi! E lo devono far vedere, come dice Carla: dipende -quasi- tutto da loro, com'è giusto che sia. Onori e oneri. Personalmente credo sia l'occasione della mia vita. Non avrei potuto farlo da solo, difficilmente sarei riuscito a pubblicare i quattro titoli che ho attualmente in catalogo se questo nuovo sistema non fosse stato inventato. Da americanista collaudato, mi fa ancora più piacere essere stato confortato nelle mie convinzioni: cioè che una cosa così, e così funzionante, potesse venire solo dalla Terra delle Opportunità, dove mentalità e azioni sono slegate da ogni zavorra. Il fatto di trovarmi, oltre che scrittore, anche editore, è una vera rivelazione, oltreché uno stimolo entusiasmante!

martedì 2 luglio 2013

Cosa ho imparato dall'autopubblicazione

Sono passati sei mesi... da quando te ne sei andata? No, non è così. Sono passati sei mesi da quando mi sono imbarcato, titubante, in questa cosa dell'autopubblicazione (in realtà sono sette, ma è uguale). Un racconto pubblicato, un libro nel cassetto (mio) e nei cestini di alcuni editori, e questa sconosciuta che viaggiava in rete e mi offriva una seconda vita, come l'oceano a Ismaele. Vieni, qui troverai quello che cerchi. È stato così. Questi sei (sette) mesi, sembrano una vita, tante le cose successe e l'esperienza accumulata, e tutto mi fa credere che il trend sia esponenziale.
Sono diventato frequentatore abituale di social forum e smanetto come uno qualsiasi dei miei figli. C'è ancora molto da fare, lo so: ma tutto questo, pochi mesi fa, non esisteva.
Soprattutto sono cresciuto, e quello che sembrava perfetto è diventato perfettibile, quello che sembrava esaurito rivela risorse insospettabili.
La rete è una forma di democrazia assoluta, fuori di ogni retorica.
Ho letto di kabbalah e internet, dicevano che non era una sorpresa, che il Talmud l'aveva prevista: una specie di Terra Promessa virtuale (ma quale non lo è?), cioè un luogo dove si verificano sogni e ambizioni e il massimo essere di ciascuno di noi. Altri da tempo indicavano nell'America, e non in Palestina, la vera Terra Promessa. Forse sono solo coincidenze, ma senza questa invenzione sarebbe stato praticamente impossibile per me pubblicare un libro. Ora ho quattro titoli su Amazon, un quinto in preparazione, un sesto e un settimo in progetto...
Da bambino sognavo un'edicola, poi di diventare scrittore, ora sono, di fatto, anche editore e la rete mi ha posto difronte solo alla mia (in)capacità. Posso pensare finalmente da adulto e realizzare ciò che avevo dentro, dipende solo da me. Non è questa la Terra Promessa?